"Egregio direttore,
vorrei cercare di condividere con Lei ed i Suoi lettori lo smarrimento che ho provato nel leggere l’appello del Sindaco di Bergamo rivolto alla cittadinanza che invita a partecipare alle manifestazioni organizzate dal Comune per il 2 giugno.
A parte il testo, sul quale è lecito avanzare più di un dubbio sia dal punto di vista formale che da quello del contenuto (nella speranza che il nuovo clima politico contribuisca all’apertura di un reale dibattito e valutazione storica degli eventi di quel periodo), la mia attenzione viene attirata dal titolo: “2 giugno 1948 - 2 giugno 2008: 60 anni della Costituzione”.
Lì, scritto in bella mostra ed affisso per tutte le vie del centro cittadino, i Bergamaschi scoprono che i loro padri ed i loro nonni non votarono per il referendum istituzionale nel 1946, come erroneamente hanno sinora studiato sin dagli anni della loro infanzia, bensì due anni dopo: nel 1948 appunto!
Non so quanti storici abbiano atteso alla predisposizione di detto manifesto (con relativi costi?), ma non può che lasciare perlomeno sgomenti una tale approssimazione su date ed eventi che hanno segnato profondamente la nostra storia e la nostra democrazia.
Sarà forse un lapsus, certo non veniale, e gli illustri consulenti dell’Amministrazione volevano celebrare con un po’ di ritardo i 60 anni dall’entrata in vigore della Costituzione (il 1° gennaio) oppure, sempre con un po’ di ritardo, un’altra data che sarebbe giusto rivalutare, assegnandole quel valore storico e simbolico che già per la maggioranza degli Italiani rappresenta memoria condivisa: 60 anni da quel 18 aprile in cui il popolo italiano scelse definitivamente di mantenere stretta quella sua libertà riconquistata, con il sangue dei suoi figli e dei tanti ragazzi americani che non fecero più ritorno in patria, e di restare ancorato a quella democrazia ed a quei valori che a pochi chilometri dai nostri confini venivano già calpestati ed irrisi con il beneplacito anche di molti politici italiani.
Lo stesso Presidente della Repubblica, nel suo tradizionale messaggio agli Italiani, ha ricordato che quest’anno, nel quale si è celebrato (cinque mesi fa) il 60° anniversario dall’entrata in vigore della Costituzione, la nostra Repubblica il 2 giugno compie più (!!!) di sessant’anni.
Con l’auspicio che fra un anno la nuova Amministrazione faccia correggere le bozze dei suoi manifesti almeno agli studenti della quinta elementare (che in questi giorni staranno sicuramente terminando il programma ministeriale relativo al corso di storia contemporanea…) e non sposti avanti di un ulteriore anno la data del referendum del 2 giugno in modo da poterne sempre celebrare l’anniversario (diciamo così) “tondo”, porgo cordiali saluti."
Lorenzo Vitali - Circolo della Libertà "Giovanni Carnovali".
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