lunedì 4 febbraio 2008

Sul tentativo di Marini.

Sul sito della associazione nazionale (http://www.ilpopolodellaliberta.it/puntoGiornoSx.html), leggiamo:

"Marini: tentativi ammirevoli i suoi, ma i numeri proprio non ci sono
L’esplorazione di Franco Marini sta andando avanti nel modo e con i risultati che, prima ancora che egli assumesse l’incarico, venivano già dati quasi per scontati, cioè molti no e troppo pochi sì all’ipotesi di darsi tutti, prima di sciogliere il Parlamento, un periodo di tregua sufficiente per varare una riforma elettorale.
Nessuno discute l’impegno e le energie che il presidente del Senato ha profuso e continua a mettere in questo suo delicato ed anche comprensibile tentativo che trae, del resto, origine dalla volontà del Capo dello Stato di arrivare ad un definitivo ed incontrovertibile chiarimento.
Pare però del tutto improbabile che, in poche ore, Marini riesca a indicare una strada o magari anche uno stretto sentiero che possa cambiare l’itinerario e poi lo sbocco di una crisi che era già ben chiara, in tutti i suoi contorni, una settimana fa. Perché sarebbe come riuscire ad evitare quel che, sulla carta, appare ormai come inevitabile. Per i numeri che, in politica, sono poi le cose che alla fine contano di più"

Mi sembra che il commento sopra riportato sia corretto, ma "poco".
Al di là del rispetto per Marini, vale più la pena evidenziare come questo tentativo configuri un vero e proprio "accanimento terapeutico" su di un malato nato morto. Non dimentichiamoci che, il giorno dopo le scorse elezioni, vi fu chi, precorrendo i tempi, offrì l'ipotesi della "grosse koalition", scartata allora con sdegno da chi ora la mette sul piatto.
Alla "maggiornaza" uscita dalle urne, va riconosciuto solo ed unicamente il merito di non volerne proprio sapere di andarsene, atteggiamente strenuamente mantenuto contro ogni evidenza e contro gli interessi del Paese.
Se oggi il Presidente Napolitano non rimanda il paese alle urne, dovremo scendere in piazza!
Giancarlo Barbieri